Alluminio cloridrato, deodoranti: cancro?

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Vi sarà capitato molto probabilmente di imbattervi, almeno una volta, in post su Facebook o in qualche articolo online in cui si mette in guardia il lettore sulla pericolosità dei deodoranti contenenti alluminio cloridrato, in quanto responsabile del cancro al seno.
Verifichiamo qui di seguito con i dati la fondatezza di questa e altre accuse.

COS’È E DOVE SI TROVA

Alluminio Cloridrato Antitraspiranti Cancerogeno Etichetta CriticaL’alluminio cloridrato (aluminium chlorohydrate o aluminum chlorohydrate secondo la nomenclatura INCI) è un composto dell’alluminio molto utilizzato in cosmetica nelle formulazioni di deodoranti con azione antitraspirante1.
Esso può avere – a seconda della formulazione in cui è inserito – funzione antitraspirante, astringente, deodorante2.
Questo ingrediente è il più diffuso della sua categoria funzionale, ma vi sono altri composti di alluminio usati allo stesso scopo.

 

DEODORANTI E ANTITRASPIRANTI: COME FUNZIONANO

I prodotti per l’igiene ascellare possono essere formulati con ingredienti ad azione deodorante o antitraspirante.
I deodoranti agiscono sulla profumazione (coprendo gli odori) o sulla flora batterica responsabile dei cattivi odori (tramite azione battericida o batteriostatica).
Gli antitraspiranti hanno ingredienti attivi che si dissolvono nell’umidità dell’ambiente ascellare; formano così un gel che ricopre e blocca la parte superiore dei dotti delle ghiandole sudoripare eccrine, impedendo temporaneamente la fuoriuscita di sudore dai dotti verso la superficie della pelle.
Sia nei deodoranti spray, nei roll-on e in quelli in crema, i composti di alluminio sono tra gli ingredienti attivi più diffusi, perché esercitano sia l’azione antitraspirante che quella battericida.

 

L’ALLUMINIO CLORIDRATO CAUSA IL CANCRO AL SENO?

Circola in rete sin dal 2002 una “catena” che metterebbe in guardia il consumatore dai deodoranti contenenti aluminium chlorohydrate, sostenendo che “la causa principale del cancro al seno è l’utilizzo di antitraspiranti”.
Si tratta di una notizia falsa, perfettamente sbufalata già nel 2004 da Paolo Attivissimo.
Se la catena era una bufala bella e buona, alcuni studi degli ultimi anni hanno indagato e proposto un legame tra cancro al seno e antitraspiranti, i più famosi quelli di McGrath e della Darbre3,4, la stessa che con i suoi studi ha dato inizio alla discussa campagna contro i parabeni.
Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS) ha pubblicato nel 2014 una Opinione sulla sicurezza dell’alluminio cloridrato nei cosmetici: esaminando gli studi scientifici prodotti sull’argomento (compresi quelli citati qualche rigo sopra), i relativi risultati e i metodi con cui sono stati ottenuti, dichiara che non vi sono evidenze scientifiche che supportino l’ipotesi di un potenziale cancerogeno degli antitraspiranti5.

 

ALLUMINIO NEI COSMETICI: GLI STUDI E LE VALUTAZIONI DEL RISCHIO

Negli ultimi tempi, tuttavia, l’alluminio – inteso più ampiamente nei suoi composti, non specificamente il cloridrato – si trova oggetto di indagini che vorrebbero stimare più precisamente l’esposizione complessiva della persona all’alluminio, proveniente dalle sue molteplici fonti di esposizione6, e identificare alla luce di questo dato gli eventuali rischi per la salute.
Le principali valutazioni del rischio legato all’uso di alluminio in cosmetica sono state effettuate in Francia, Norvegia e Germania. Vediamone i dettagli:

  • Nel 2011 l’AFSSAP (ora ANSM) propone di ridurre il limite per la concentrazione di alluminio negli antitraspiranti allo 0.6%7.
  • Nel 2013 il Comitato Scientifico norvegese per la Sicurezza Alimentare ha valutato l’esposizione della popolazione norvegese all’alluminio attraverso l’alimentazione e i prodotti cosmetici.
  • Nel 2014 il BfR tedesco pubblica un documento sull’alluminio negli antitraspiranti e suggerisce che si fissi a livello europeo un limite per tutti i sali di alluminio negli antitraspiranti, non solo per alcuni8.

Tutti e tre i documenti mettono in evidenza alcune carenze nella normativa europea per quanto riguarda i composti dell’alluminio, sia in ambito cosmetico sia in ambito alimentare. È stato osservato che l’uso cosmetico contribuisce in maniera significativa all’esposizione sistemica (Systemic Exposure Dose) all’alluminio, e che questa aumenta quando si applica il prodotto su pelle lesa9.
Tutti e tre segnalano che l’alluminio contenuto nei prodotti cosmetici (non solo negli antitraspiranti, ma anche in rossetti e dentifrici) non può essere considerato sicuro.
Le sollecitazioni per una risposta da parte dell’UE portano all’Opinione del SCCS nel 2014 che – considerando le suddette valutazioni e la letteratura scientifica disponibile – afferma che al momento non ci siano studi adeguati che permettano di quantificare la dose interna di alluminio conseguente all’uso cosmetico, pertanto non può essere ancora effettuata una realistica valutazione del rischio.

 

ALTRE ACCUSE: TOSSINE CANCEROGENE, ALZHEIMER..

Vediamo ora due accuse comunemente rivolte all’alluminio cloridrato:

    • INTOSSICAZIONE DELL’ORGANISMO CAUSATA DALLA MANCATA ESPULSIONE DI TOSSINE TRAMITE LA SUDORAZIONE
      Secondo quest’accusa gli antitraspiranti impedirebbero l’espulsione di sostanze di rifiuto cancerogene bloccando i dotti sudoripari.
      Il corpo espelle le tossine quasi interamente attraverso fegato e reni, ma sono rintracciabili nel sudore espulso metalli come zinco, piombo, cadmio in tracce10; diversi studi – tuttavia piuttosto datati – evidenziano l’importanza del sudore come veicolo di espulsione, ed una recente review auspica nuove obiettivi di ricerca per comprendere meglio e con test adeguati il ruolo della sudorazione nell’espulsione di tossine insieme a quello di reni e fegato.
      Tuttavia non vi è evidenza che indichi che gli antitraspiranti pregiudichino la capacità di espulsione delle eventuali tossine contenute nel sudore: si pensi che le ghiandole sudoripare non si trovano solamente nella regione ascellare – anzi, il luogo dove la loro concentrazione è più alta è il palmo della mano!11 – , dunque applicare topicamente un antitraspirante sotto le ascelle non inficia il ruolo, comunque secondario, di espulsione di tossine tramite sudorazione.

 

  • MALATTIE NEURODEGENERATIVE (ALZHEIMER, PARKINSON..)
    Un’importante precisazione va fatta a questo punto: abbiamo parlato di alluminio cloridrato e di altri tipi di alluminio, e visto come si faccia spesso confusione tra i tipi di alluminio e i rischi ad esso collegati.
    Tutto può risultare un po’ più chiaro se consideriamo che il comportamento biochimico e tossicologico dell’alluminio dipende dalla forma chimica dello stesso. Ne consegue che l’assorbimento di alluminio, la sua ritenzione nei tessuti, accumulo ed escrezione dipende dalle proprietà dei complesso di alluminio formato con i ligandi biologici12.
    Gli studi che hanno suggerito l’associazione alluminio-malattie neurodegenerative (relazione che per il momento non è dimostrata essere di tipo causale) hanno riguardato l’alluminio assunto tramite l’acqua da bere. C’è bisogno quindi di studi mirati a comprendere il ruolo dell’alluminio assunto tramite alimentazione e come la sua concentrazione nel cibo influenzi il rapporto tra alluminio in acqua da bere e Alzheimer.
    Diffidate dai siti che vi mettono in guardia con lo slogan “L’aluminium chlorohydrate fa venire l’Alzheimer!”: non ve la stanno raccontando giusta.

 

IN CONCLUSIONE

Insomma, l’alluminio cloridrato causa il cancro al seno?
La risposta è no. Non ci sono evidenze di carcinogenicità5.
I tre studi europei citati poco sopra invitano comunque alla cautela e sottolineano l’esigenza di studi adeguati e test stringenti – riguardanti non specificamente l’aluminium chlorohydrate ma i composti dell’alluminio in generale – che siano in grado di chiarire le lacune attuali riguardanti ad esempio l’esposizione complessiva all’alluminio, attraverso tutte le sue fonti e modalità di assunzione6, e se esista un rapporto di tipo causale con severe patologie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Insomma, quello dei composti dell’alluminio è un argomento spinoso, con parecchie domande al momento senza risposta e tante connessioni da mettere in luce.
Finché la ricerca non svelerà dettagli più precisi, da parte del consumatore è importante mantenere un atteggiamento sì cauto ma non allarmistico, tanto più che – come abbiamo visto – quello dell’alluminio è un problema eterogeneo e che non può essere ridotto al solo campo cosmetico.
Alla luce di quanto si è esposto, è scelta personale del consumatore decidere il proprio criterio d’acquisto, e, qualora si decidesse di acquistare prodotti contenenti alluminio cloridrato, la ragionevole precauzione che potremmo consigliare è quella di applicare il prodotto antitraspirante su pelle non danneggiata o appena depilata13.

 

Note e riferimenti
1 Vi sono più tipi di alluminio cloridrato: quello generalmente utilizzato per le formulazioni cosmetiche ha formula chimica Al2Cl(OH)5.
2 CosIng – Aluminum Chlorohydrate
3 Aluminium, Antiperspirants and Breast Cancer – P. D. Darbre, 2005
4 Aluminium and breast cancer: sources of exposure, tissue measurement and mechanism of toxicological actions on breast biology – P. D. Darbre, F. Mannello, C. Exley, 2013
5 Dal documento SCCS: “There was no indication of carcinogenicity at high dietary doses (up to 850 mg Al/kg bw/day) in animal’s studies, and SCCS considers that carcinogenicity is not expected at exposure levels which are achieved via cosmetic use.”
6 Dal documento del VKM norvegese: “Humans are mainly exposed to aluminium through food, drinking water and the use of cosmetic products and pharmaceuticals. Aluminium may occur naturally in food or as a contaminant. Other sources of aluminium in food are the use of food additives containing aluminium and migration of aluminium from food contact materials and cookware to food”.
7 Inteso come concentrazione di alluminio, e non concentrazione del composto contenente alluminio.
8 Aluminiumhaltige Antitranspirantien tragen zur Aufnahme von Aluminium bei
9 Évaluation du risque lié à l’utilisation de l’aluminium dans les produits cosmétiques
10 Wikipedia – Composizione sudore
11 A short history of sweat gland biology – K. Wilke, A. Martin, L. Terstegen and S. S. Biel
12 Dal documento SCCS: “It is generally well acknowledged that the biochemical and toxicological behaviors of aluminium depend on the chemical form of aluminium. Furthermore, it has been shown that aluminium absorption, tissue retention and deposition, and excretion depend on the properties of the aluminium complexes formed with biological ligands”.
13 Il Reg. CE 1223/2009 pone l’obbligo di inserire in etichetta l’avvertenza “Non applicare sulla cute irritata o lesa” per gli antitraspiranti con idrossicloruro di alluminio e zinco cloridrati.


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