Causalità, scienza e disinformazione

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INTERNET E DISINFORMAZIONE

Interessandomi alle questioni di cui questo blog tratterà, mi sono resa conto della mole di informazioni reperibili sul web completamente prive di fondamento scientifico, che col “copia e incolla” e il passaparola approssimativo hanno promosso moltissimi concetti di dubbia veridicità a dati di fatto.
È beDisinformazionene, seppur niente affatto semplice, sapersi districare nella giungla dei falsi miti e delle contagiose demonizzazioni (vedi il caso del glutammato, SLS, zucchero bianco..), e diventa fondamentale saper discernere tra fonti affidabili e non.
Una tra le forme di disinformazione consiste nel riportare esempi e riferimenti che diano valore e forza solo alla tesi che la persona che scrive intende sostenere, fornendo un’unica versione della storia. Mi capita spessissimo di leggere, nei blog di cosmetica, che la sostanza X è stata dimostrata essere pericolosa da “studi scientifici” (chiamati in causa senza citare la fonte), dimenticandosi di specificare che altri studi hanno sviluppato conclusioni diverse. Personalmente ritengo corretto fornire dati a favore e a sfavore di una certa tesi, al fine di prospettare un quadro quanto più possibile completo sulla questione trattata, naturalmente tenendo conto della gerarchia tra le fonti.
Impariamo allora a dubitare quanto basta per diventare consumatori attivi delle notizie: serve solamente una salutare dose di curiosità!

DIFFERENZA TRA CORRELAZIONE STATISTICA E RAPPORTO CAUSA-EFFETTO

Statistics about statistics about..Come naturale prosecuzione del discorso su internet e la disinformazione, non posso non trattare la questione della correlazione statistica e del rapporto causa-effetto.
Si dice che esiste correlazione tra due variabili empiriche quando si constata la tendenza di una di esse a variare in funzione dell’altra. Tuttavia l’esistenza di una correlazione non implica che le due variabili siano legate da un rapporto causa-effetto! Utilizzare, quindi, la correlazione come strumento di evidenza scientifica non supportato da studi che indaghino e dimostrino effettivamente la connessione causale tra le variabili considerate, è da reputarsi inconcludente e assolutamente parziale1.
Vedrete come questa premessa risulti molto importante nel caso in cui ci troviamo, per esempio, davanti a un articolo del genere, che mi è capitato di leggere sull’Huffington Post: Study Finds Parabens in Cosmetics Linked to Breast Cancer2 dove si afferma che “un esame completo su donne con cancro al seno pubblicato nell’edizione del Gennaio 2012 del Journal of Applied Technology ha riscontrato la presenza di parabeni in quasi il 100% di tutte le cellule tumorali del seno. Questa evidenza collega chiaramente questi composti al cancro delle donne”4. Dal discorso fatto finora, dovremmo essere in grado di capire che partendo dalle premesse contenute nel passaggio citato non è possibile concludere che i parabeni siano la causa del cancro alle donne. Alla stregua di questa logica si potrebbe sostenere che dal momento che in tutte le cellule cancerogene è presente acqua, quest’ultima sia causa del tumore!
È davvero importante imparare a valutare con attenzione e mente vigile quanto troviamo sul web (nonché le notizie che passano in tv o sul giornale), e se volete leggere qualcosa per capire meglio quanto ho accennato, vi consiglio l’articolo Mangia il cioccolato e vinci il premio Nobel di Dario Bressanini, che spiega in maniera molto efficace il meccanismo della correlazione e della causalità.

FORZA E LIMITI DELLA SCIENZA

Per molte persone, tra cui includo me stessa, la scienza rappresenta davvero un faro che illumina ciò che è sconosciuto, e, soprattutto, un elemento importante su cui basare il proprio personale criterio di scelta. Nonostante questo, una delle prime cose che ho imparato su di essa è che una teoria scientifica è accettata come vera finché non entrano in gioco conoscenze che costringono a cambiare giudizio.
Probabilmente la scienza è lo strumento più potente che l’uomo possieda, ed è ad essa che bisogna far riferimento nel momento in cui vogliamo conoscere lo state of the art, ossia come stanno le cose su un dato argomento allo stato attuale delle conoscenze.Experts in their tower
Il metodo scientifico è forte del suo rigore, ma, al contempo, gli studi scientifici – che vengono addotti a massima produzione del sapere – sono passibili di errori che possono riguardare l’impianto concettuale con cui sono pianificati, vizi nelle strategie di indagine o inadeguatezza dei dati ottenuti ai fini dell’elaborazione statistica; includerei certamente anche la parzialità di molti studi commissionati da aziende che hanno interessi economici legati alla questione oggetto dell’indagine. Con questo non intendo sminuire i lavori scientifici in generale, ma porre l’attenzione sul fatto che è necessario sapere se l’articolo scientifico di cui stiamo accettando le conclusioni abbia dei punti deboli o sia carente in qualche modo. Naturalmente questo spirito critico necessario per affrontare un articolo è difficile da maturare se non si è del settore (chimico, biologico, ecc.), ed è in questo caso che diventa utilissimo ricorrere a spazi e materiali curati da chi ha le conoscenze adeguate e può fare divulgazione.
Su questa questione, di cui si parla molto poco, la rivista britannica The Economist ha scritto un interessante articolo che potete trovare spiegato in italiano qui su Il Post.
Un ultimo appunto che vorrei fare riguarda il carattere estremamente dinamico del sapere scientifico: esso è difatti in costante evoluzione, e la continua produzione di nuovi studi scientifici permette di gettare luce laddove prima le conoscenze erano limitate o assenti. Questo vuol dire che studi che propongono o dimostrano la nocività di una sostanza per la salute umana o per l’ambiente possono emergere dopo la sua commercializzazione. Come esempio basti pensare al Bisfenolo A (BPA), sostanza oggi molto controversa che, usata fin dagli anni ‘504, è stata negli ultimi anni oggetto di studi che ne questionano la sicurezza per l’organismo umano5.

Vorrei concludere questo sistema di premesse ammettendo che la realtà non è facile da decifrare, non tutto è facile da comprendere, soprattutto per quelle persone che cercano la cosiddetta verità dei fatti. Il mondo scientifico è un coro di molte voci, pertanto è raro trovare totale uniformità di opinione attraverso tutto il materiale scientificamente prodotto che riguarda un dato argomento, ma questo non deve scoraggiare, semmai, al contrario, stimolare a ricercare i fatti con curiosità e apertura.

Detto ciò, non mi resta che augurarvi una buona lettura e una buona ricerca!

Note e riferimenti
1 Correltion does not imply causation Wikipedia
2 Huffington Post Parabens Breast Cancer
3 Testo in lingua originale: “A comprehensive study of women with breast cancer published in the January 2012 issue of the Journal of Applied Technology found parabens in nearly 100 percent of all cancerous breast tumors. This evidence clearly links these chemicals to women’s cancers.”
4 Bisphenol-a.org
5 EFSA Bisfenolo
First image: ‘Fishing in the myth pond‘ by Frits Ahlefeldt-Laurvig is licensed under CC BY-NC-ND 2.0
Second image: ‘Statistics about statistics about..‘ by Frits Ahlefeldt-Laurvig is licensed under CC BY-NC-ND 2.0
Third image: ‘Experts in their tower‘ by Frits Ahlefeldt-Laurvig is licensed under CC BY-NC-ND 2.0


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