Certificazione Ecolabel UE: cos’è e cosa garantisce

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Tra le principali certificazioni di qualità per detersivi e saponi (ma non solo!) c’è sicuramente Ecolabel UE: vediamo insieme che cosa possiamo scoprire quando ne riconosciamo il simbolo sull’etichetta di un prodotto e quali sono le garanzie che offre al consumatore.

CHE COS’È ECOLABEL

Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica istituito dall’Unione Europea nel 1992 e correntemente normato dal Regolamento CE n. 66/2010.
Logo Ecolabel Etichetta CriticaViene concesso a quei prodotti e servizi che rispondono a criteri di qualità ecologica e prestazionale fissati a livello europeo, con un impatto ambientale inferiore rispetto ai prodotti dello stesso tipo.
È un marchio a partecipazione volontaria1: non è quindi obbligatorio ma può essere adottato da aziende che ne richiedano i permessi di utilizzo, previa valutazione di conformità da parte di un’apposita commissione.

 

A QUALI PRODOTTI SI APPLICA

In Italia sono attualmente più di 18.000 i prodotti etichettati con marchio Ecolabel UE, cui corrispondono 331 licenze, distribuite in 18 gruppi di prodotti2.
Computer, calzature, detergenti per l’igiene della casa e della persona (shampoo, balsamo, detersivi..), carta assorbente, vernici, televisori sono solo alcune delle categorie a cui il marchio può essere applicato. Dal 2003, inoltre, non solo prodotti, ma anche servizi (servizi di ricettività turistica) possono fregiarsi di questo marchio europeo.
Per la lista completa, con annesse normative di riferimento, potete consultare la pagina dedicata dell’ISPRA.

CHI RILASCIA IL MARCHIO

Le licenze di utilizzo del marchio vengono rilasciate nel nostro Paese dal Comitato Ecolabel Ecoaudit – costituito da rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, della Salute e dell’Economia e delle Finanze – che si avvale del supporto tecnico dell’ISPRA.
Naturalmente per la richiesta e il mantenimento di utilizzo del marchio l’azienda deve sostenere un costo economico.

COSA GARANTISCE: I VANTAGGI

  1. Qualità ecologica
    La certificazione viene concessa solo una volta dimostrato il ridotto impatto ambientale del prodotto rispetto a quelli convenzionali della stessa categoria.
    Questo obiettivo viene perseguito valutando “in particolare l’impatto sui cambiamenti climatici, l’impatto sulla natura e la biodiversità, il consumo di energia e di risorse, la produzione di rifiuti, le emissioni in tutti i comparti ambientali, l’inquinamento dovuto ad effetti fisici e l’uso e il rilascio di sostanze pericolose”3.
  2. Qualità delle prestazioni
    Uno dei punti di forza di Ecolabel UE è la comprovata efficacia dei prodotti certificati, che attraverso appositi test deve essere valutata uguale o superiore all’efficacia degli altri prodotti convenzionali in commercio.
  3. Rigore scientifico nella fissazione dei criteri
    I criteri per la valutazione della qualità ambientale nonché prestazionale del prodotto sono stabiliti su base scientifica e considerano l’intero ciclo di vita dello stesso – dall’estrazione delle materie prime fino alla fase di smaltimento o recupero – quantificandone il potenziale impatto ambientale attraverso la metodologia LCA (Life-Cycle Assessment).
  4. Criteri frequentemente aggiornati
    Tipicamente ogni 3-5 anni, al fine di adeguare gli stessi ai nuovi standard di “eccellenza ambientale”.
  5. Certificazione da parte di un ente terzo
    Ecolabel UE è sì una certificazione di tipo volontario, ma che viene rilasciata da un ente indipendente e pubblico.
  6. Costo dei prodotti
    Il prezzo al consumatore dei prodotti a marchio Ecolabel UE è in linea con gli equivalenti convenzionali della sua categoria.

DETERSIVI CON MARCHIO ECOLABEL

I vigenti criteri di qualità ecologica per i detersivi sono fissati da una serie di Decisioni della Commissione, in base alla tipologia di detergente (multiuso, per bucato, per lavastoviglie,ecc..).
Prendendo ad esempio i detersivi da bucato, la relativa normativa stabilisce che i prodotti  che ottengono la certificazione dovranno rispettare le seguenti caratteristiche:

  • quantitativo limitato di sostanze pericolose nella composizione
  • impatto contenuto sugli ecosistemi acquatici (ricordiamo che questi prodotti finiscono negli scarichi domestici)
  • ridotto consumo energetico del lavaggio (prodotti idonei al lavaggio a basse temperature)

Vengono inoltre fornite indicazioni sui requisiti quantitativi e qualitativi dell’imballaggio del prodotto (rapporto peso/utilità, specifiche sui materiali..), al fine di garantire packaging sicuri ed essenziali.
Va ribadito che nel testo normativo vengono specificati valori precisi per ciascuna dichiarazione d’intenti generica (“quantitativo limitato”, “impatto contenuto”, “ridotto consumo”).
Se siete curiosi e volete conoscere questi valori nel dettaglio, nonché i parametri che li misurano (CDVcronico per la tossicità acquatica, aNBO e anNBO per la biodegradabilità, ecc..) vi invito a consultare le rispettive sezioni della Decisione della Commissione.

ECOLABEL E LE ALTRE CERTIFICAZIONI

Sicuramente Ecolabel UE costituisce per il consumatore un ottimo punto di partenza per un acquisto sostenibile.
Rispetto ad altre certificazioni di qualità ambientale che si applicano a prodotti per la detergenza, Ecolabel UE garantisce standard molto restrittivi, aggiornati e scientificamente fondati e rigorosi, che devono essere dimostrati all’apposita Commissione ministeriale.
Sempre in riferimento ai detersivi, Ecolabel UE valuta la prestazione ambientale del prodotto analizzandone l’intero ciclo di vita, contrariamente a moltissime altre certificazioni che valutano l’ammissibilità d’impiego degli ingredienti unicamente in base alla loro origine (vegetale o petrolifera); Ecolabel, dal canto suo, non bandisce a priori l’utilizzo di molecole di origine petrolifera, ma ne ammette l’utilizzo in formulazione solo qualora il loro impatto ambientale calcolato risulti basso: per questa ragione, se esaminate la lista degli ingredienti di un detersivo consultando il Biodizionario vi capiterà probabilmente di imbattervi in ingredienti a bollino rosso.


Note e riferimenti

1 Articolo 1 del Reg. CE n. 66/2010
2 Dati ISPRA Ottobre 2014
3 Articolo 6 del Reg. CE n. 66/2010


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