Detersivi: come leggere l’etichetta

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Detersivi Etichetta CriticaLe etichette dei detersivi contengono molte informazioni tanto utili quanto sconosciute alla maggior parte dei consumatori; se impariamo a conoscere il significato di simboli e diciture, al momento dell’acquisto saremo in grado di discriminare tra marche e prodotti diversi evitando gli abbagli della pubblicità così da fare un acquisto ragionato e conveniente.

 

DEFINIZIONE E NORMATIVA

Il testo normativo di riferimento per i detergenti è il Regolamento (CE) n. 648/2004, che ha subito negli anni diverse modifiche, da ultima quella del 2012 riguardante l’impiego dei fosfati.
Secondo il Regolamento viene definito detergente “qualsiasi sostanza o preparato contenente saponi e/o altri tensioattivi destinato ad attività di lavaggio e pulizia. I detergenti possono essere in qualsiasi forma (liquido, polvere, pasta, barre, pani, pezzi e soggetti ottenuti a stampo ecc.).”
Per le altre normative riguardanti prodotti di pulizia e detergenti potete consultare questa pagina curata dall’AISE.

LE INFORMAZIONI IN ETICHETTA

Oltre al nome e tipo di prodotto, alla marca e ai vari slogan apposti in etichetta, ecco le informazioni cui prestare attenzione:
– Istruzioni per l’uso del prodotto
– Simboli di pericolo e norme sulla sicurezza
– Precauzioni particolari ove necessario
– Informazioni sul recupero degli imballaggi
Su questa pagina di Cleanright potete trovare una rappresentazione interattiva di queste informazioni sulla confezione del prodotto.

INGREDIENTI DEI DETERSIVI

  • Solitamente la lista degli ingredienti non viene riportata in etichetta, ma vi troveremo indicato un indirizzo web presso cui sarà possibile reperire on-line la lista degli ingredienti del detersivo acquistato.
  • I nomi degli ingredienti dei detersivi sono indicati secondo la nomenclatura INCI, quella utilizzata per identificare gli ingredienti cosmetici; nel caso in cui non vi sia il corrispettivo del nome in INCI, viene utilizzato quello secondo la Farmacopea, la denominazione chimica o quella IUPAC1.
  • Gli ingredienti sul sito vengono riportati a partire da quello presente in concentrazione maggiore seguito da quelli in concentrazione minore.
  • Troveremo espressamente indicata in etichetta la composizione in range percentuali di ingredienti come tensioattivi, fosfati, EDTA, ecc., presenti in concentrazione di peso maggiore dello 0.2%. Per la lista completa di questi composti potete consultare l’Allegato VII A del Reg. (CE) n. 648/2004.
  • Profumi, sbiancanti ottici, enzimi, conservanti e disinfettanti devono essere specificati in etichetta indipendentemente dalla loro concentrazione.

Per capire meglio che tipo di ingredienti potremo trovare in un detersivo, a questo link potete trovare una tabella che riassume le classi di composti utilizzati e la loro funzione all’interno della formulazione detergente.

INGREDIENTI: COME INFORMARSI

Non lasciamoci ingannare dalle confezioni ricche di motivi floreali o da espressioni come bio e 100% naturale (slogan apposti sulle confezioni dei prodotti senza un’apposita regolamentazione che ne stabilisca le condizioni d’utilizzo), ma andiamo piuttosto a verificare l’effettiva composizione del prodotto (in questo caso sul sito web indicato in etichetta).
Una volta trovata la lista degli ingredienti possiamo effettuare una ricerca per ciascuno di essi sul Biodizionario (se non lo avete già fatto, vi consiglio di leggere il paragrafo su come consultare il Biodizionario in questa pagina del blog) oppure sui motori di ricerca, cercando informazioni sull’origine di quell’ingrediente (vegetale o petrolchimica), sulla sua biodegradabilità e tossicità per gli organismi acquatici.

ALLERGIE: PROFUMAZIONI E CONSERVANTI

La normativa vigente si propone di garantire la tutela del consumatore in caso di contatto con sostanze potenzialmente allergizzanti.
Ogni fragranza allergizzante in concentrazione superiore allo 0.01% deve essere indicata in etichetta; i conservanti devono essere indicati comunque e indipendentemente dalla loro concentrazione nel prodotto.

CERTIFICAZIONI

Se non avete voglia e tempo di cercare informazioni su ogni singolo ingrediente dei vostri detersivi, una buona soluzione può essere affidarsi alle certificazioni che stabiliscono standard qualitativi e di biodegradabilità e tossicità; alcune certificano un basso impatto ambientale, altre la provenienza delle materie prime – di origine vegetale anziché petrolchimica – altre ancora l’utilizzo di materie prime vegetali da agricoltura biologica.
Una volta individuata la certificazione che più rispecchia i vostri criteri, vi basterà acquistare i prodotti che mostrano in etichetta il simbolo della certificazione.
Per approfondimenti sulle certificazioni, consultate l’apposita sezione del blog!

SIMBOLI DI PERICOLO

Simboli di pericolo GHS detersiviDal 2015 in Europa vigerà un nuovo sistema di etichettatura per le sostanze pericolose, il GHS, che prevederà l’utilizzo di nuovi simboli di pericolo; fino al 2017 potremo trovare sulle etichette i vecchi simboli, stabiliti dalla legislazione precedente, oppure i nuovi.
I simboli secondo il GHS saranno inoltre accompagnati da nuove diciture – “Attenzione” o “Pericolo” – seguite poi da Indicazioni di pericolo e Consigli di prudenza.
L’AISE precisa comunque in un documento informativo che questi simboli e diciture hanno lo scopo di segnalare al consumatore la presenza di sostanze pericolose nel prodotto e i pericoli ad esse legate, e che i rischi legati all’utilizzo risultano minimizzati se si seguono le istruzioni d’uso indicate in etichetta.
Oltre a questi simboli apposti per legge, su molti prodotti potremo trovarne altri di vario tipo inseriti in etichetta su iniziativa volontaria dei fabbricanti europei.
Qui a sinistra ho riportato come AISE detersiviesempio quelli dell’AISE, apposti sulla maggior parte dei detergenti in commercio.

Un concetto importante da tenere a mente è che bisogna distinguere sicurezza e biodegradabilità. Un prodotto rapidamente biodegradabile può essere pericoloso, così come un prodotto sicuro può essere difficilmente biodegradabile. Non dovremo pertanto stupirci se sulla confezione di un detersivo che vanta alti standard ecologici ci capiterà di trovare simboli di pericolo.

 

DETERSIVI ECOBIO E DETERSIVI TRADIZIONALI

Comunemente parlando, negli ultimi anni si è creata una distinzione tra detersivi cosiddetti ecobio e detersivi tradizionali.
L’aggettivo ecobio può essere interpretato come “ecologico e biocompatibile”2, ma a conti fatti non vuol dire granché né è definito chiaramente.
È quindi vero che i detersivi tradizionali inquinano e quelli ecobio no?
La risposta è NO: tutti i detersivi inquinano e i detersivi “100% ecologici” non esistono.
Possiamo però cercare di acquistare detersivi che abbiano il minore impatto ambientale. In che modo?
Controllando la lista degli ingredienti, verificandone origine e destino nell’ambiente, e/o affidandoci alle certificazioni.

Proviamo adesso a mettere in pratica le nozioni imparate esaminando insieme l’etichetta di un detersivo: Leggere l’etichetta dei detersivi, in pratica.

 

Note e riferimenti
1 Regolamento (CE) n. 907/2006
2 Definizione Garzanti “ecobio”


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