Microbeads nei cosmetici: l’Europa li vieta?

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microbeadsMicrobeads: anche se non le avete sentite nominare, per via del nome inglese, sapete esattamente cosa sono. Parliamo delle microsfere colorate addizionate in alcune formulazioni di dentifrici o saponi.
Da quando sono state brevettate negli anni ‘70, le microplastiche esfolianti sono state impiegate sempre più diffusamente nel settore cosmetico. Dal 2012 sono però sotto accusa, e negli USA sono state appena bandite. A che punto siamo invece in Europa?

 

COSA SONO E DOVE SI TROVANO

Le microbeads sono minuscole particelle di plastica: la loro dimensione è compresa tra gli 0.1 μm e i 5 millimetri.
Ce ne sono di diversi tipi e dimensioni. Tipicamente sono fatte di polyethylene, ma possono anche essere prodotte in polyethylene terephthalate, polypropylene, polyamide, polyesters, polystyrene, and polyvinyl chloride1.
Possono svolgere la loro funzione esfoliante così come sono (allora si dicono stabili) o in maniera da rilasciare altre sostanze contenute all’interno della particella nel momento in cui si rompono a seguito dello sfregamento sulla pelle (dette quindi non stabili).
Si trovano in prodotti per l’igiene personale, come prodotti da bagno, saponi per il viso, scrub e dentrifrici. O ancora, vengono usati in altri come detergenti per la casa, cartucce delle stampanti, o in ambito industriale.
Per verificarne la presenza nei cosmetici basta verificare la presenza nell’INCI in etichetta di uno o più tra gli ingredienti soprariportati.

 

DANNOSE PER L’AMBIENTE

Le microbeads sono sicure per la persona, ma comportano un serio problema una volta rilasciate nell’ambiente2. I microgranuli esfolianti fanno parte di un problema ambientale molto ampio: l’inquinamento delle plastiche negli ecosistemi acquatici.
Essendo inserite nelle formulazioni di prodotti da risciacquo, finiscono giù per lo scarico del lavandino. Il problema è che per la loro dimensione così piccola non vengono trattenuti dai filtri dei trattamenti delle acque di scarico, e finiscono in mare o in altri corsi d’acqua; in base alla densità dei microgranuli, una parte rimarrà in sospensione nella colonna d’acqua, e un’altra precipiterà sul fondale.5gyres microbeads etichetta critica
Le microbeads più leggere tendono a galleggiare e vengono ingerite da pesci e altri animali acquatici, nonché da uccelli marini. Le microsfere più dense tendono invece ad accumularsi sul fondale e a formare degli agglomerati più grandi, diventando disponibili alle specie acquatiche che si trovano sul fondale. Tra i due tipi di microbeads, quelli stabili sono i più dannosi. In tutti i casi sono molto persistenti, rimangono cioè nell’ambiente per lunghissimo tempo.
Oltre a ciò, non va sottovalutato il loro potenziale nocivo come veicolo di sostanze inquinanti: durante il loro “ciclo di vita” (dalla fabbrica al prodotto, dal lavandino all’ambiente..) tendono ad accumulare contaminanti ambientali di vario tipo (residui di fabbricazione o altre sostanze come i POP, pesticidi, ecc…).
È dimostrato che le microbeads entrano nella catena trofica3. In sintesi, i danni agli organismi, che derivano dall’ingestione o dall’assimilazione delle microplastiche, possono essere di tipo meccanico (blocchi, ostruzioni, aderenze..) o chimico (rilascio dei componenti tossici accumulati in precedenza).
Una stima realistica dell’impatto delle microbeads da fonte cosmetica è molto complicata per due ragioni: la prima è che le microsfere sono di diverse dimensioni e materiali, e provengano da diverse fonti; la seconda è che spesso non è possibile distinguere tra le particelle delle microbeads e le particelle di plastica che derivano da pezzi di plastica più grandi e che col tempo si sminuzzano e degradano fino a diventare piccole come le microbeads, dunque difficilmente distinguibili.
Infine, da notare, molto poco si sa sull’impatto delle microbeads nel suolo e nell’aria.
Per informazioni dettagliate può essere utile consultare il report scientifico del Canada.

 

MICROBEADS AL BANDO: E IN EUROPA?

Da una stima dell’industra, in Europa il volume totale delle microbeads usate nei cosmetici sarebbe di 4000 tonnellate annue, cioè 8 grammi/anno per ciascun cittadino1.
Il movimento di sensibilizzazione contro questi microgranuli esfolianti, unitamente alle evidenze scientifiche, sta portando molti governi a vietarne la produzione e l’impiego nei prodotti di cosmesi.
Negli USA le microbeads sono state proibite con il Microbead-Free Waters Act, diventato legge da pochissimo, il 28 dicembre 2015. Il divieto sarà efficace dal 2017.
E su questa sponda dell’Atlantico?
In Europa un segnale positivo viene proprio dal settore industriale, ossia dall’associazione dei produttori di cosmetici in Europa, Cosmetics Europe, che invita le aziende affiliate a eliminare volontariamente dalle formulazioni le microparticelle di plastica entro il 2020.
Sebbene al momento molti Paesi europei4 abbiano promosso un appello congiunto per bandire l’uso delle microbeads nei cosmetici allo scopo di salvaguardare l’ecosistema marino5, non si registra ancora nessuna decisione comunitaria in tal senso. È quindi opportuno che il legislatore europeo si muova in direzione di provvedimenti celeri per la protezione delle acque, congiuntamente allo sforzo volontario dell’industria.
Sul sito della campagna Beat the Beads potete trovare la storia dei provvedimenti normativi che riguardano i microbeads in tutto il mondo.

 

COSA PUÒ FARE IL CONSUMATORE

In attesa della normativa, l’UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) invita a non acquistare prodotti contenenti microbeads. Il consumatore può inviare un segnale alle aziende produttrici con la propria scelta d’acquisto, evitando di mettere nel proprio carrello prodotti per la cosmesi contenenti questo ingrediente (riconoscibile in INCI come spiegato poco sopra). Altrimenti si può scaricare l’app dell’UNEP che permette di fare uno scan del cosmetico scelto e verificare direttamente dal proprio dispositivo se contiene o no microbeads.

 

Note e riferimenti
1 Sources of microplastic – pollution to the marine environment
2 Microbeads – A Science Summary
3 Microbeads catena trofica
4 Olanda, Austria, Lussemburgo, Belgio e Svezia
5 United Nations News Center


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