Olio di palma cancerogeno: cosa dice l’EFSA

Condividi questo articolo!

olio di palma cancerogeno etichetta criticaNegli ultimi giorni si è sollevato un polverone in seguito a un documento dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che dichiarerebbe l’olio di palma cancerogeno.
Su molti giornali si è ripartiti subito con un nuovo attacco al grasso tropicale.
Vediamo esattamente cosa ha detto l’EFSA.
(Ma prima può esservi utile un ripasso sulla questione olio di palma qui sul blog)

 

L’OPINIONE DELL’EFSA

Su richiesta della Commissione Europea, il CONTAM panel, un gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare, ha fornito una valutazione (chiamata opinione scientifica) dei rischi per la salute umana legati alla presenza di alcune sostanze negli alimenti.
I composti presi in esame dal panel sono i seguenti:

  • Glicidil esteri degli acidi grassi (GE)
  • 2-monocloropropandiolo (2-MCPD)
  • 3-monocloropropandiolo (3-MCPD)
  • loro esteri degli acidi grassi

Questi composti si formano durante le lavorazioni di oli e grassi vegetali, per esempio durante i trattamenti ad alte temperature (200° C circa) come la deodorizzazione, che serve a ridurre l’odore degli oli. Non sono quindi presenti negli oli non lavorati.

Nella valutazione, il CONTAM panel ha dichiarato i il 2-MCPD, il 3-MCPD e i loro esteri degli acidi grassi tossici.
Per il 3-MCPD l’EFSA e i suoi esteri degli acidi grassi ha fissato la dose giornaliera tollerabile (DGT) a 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Per il 2-MCPD i dati tossicologici sono però ancora insufficienti, quindi non sono state fissate soglie di sicurezza. Servono nuovi studi.
Per quanto riguarda i GE, questi costituiscono un problema per la salute perché – una volta ingeriti – vengono trasformati in glicidolo, un composto ritenuto genotossico e cancerogeno. Per questo motivo per i GE non è stato fissato un livello di sicurezza.
Rivelazione scandalo o niente di nuovo? In realtà della presenza di questi composti si sapeva già da tempo, ma il recente studio dell’EFSA fornisce evidenze più consistenti ai sospetti della comunità scientifica.

 

PERCHÉ SI PARLA DI OLIO DI PALMA?

Il dossier non è sull’olio di palma ma sulle sostanze esaminate. Perché allora si parla di olio di palma?
Nel dossier EFSA si valuta la concentrazione dei tre composti all’interno di diversi grassi vegetali: palma, colza, mais, girasole, arachidi, cocco, ecc.
L’olio di palma contiene quantità elevate di diacylglycerol (DAG). Quando si raggiungono temperature alte il DAG si trasforma in GE: quindi tanto più alto è il contenuto di DAG tanto più alta sarà la formazione di GE, che è precursore del glicidolo. Infatti, durante l’ingestione, il GE viene trasformato in glicidolo, che come abbiamo detto è considerato cancerogeno.

glicidolo olio di palma cancerogeno

 

OLIO DI PALMA CANCEROGENO?

Abbiamo visto che nell’olio di palma – così come in altri oli – dopo la raffinazione si sviluppano sostanze che possono formare composti cancerogeni (il glicidolo) una volta ingeriti.
Questo però non rende l’olio di palma cancerogeno. Affermare che l’olio di palma è cancerogeno è scorretto. Per di più non ci sono elementi che dicano che chi consuma molto olio di palma sia esposto a un rischio maggiore di sviluppare tumori.
Sul rapporto olio di palma e tumori consiglio di leggere l’intervista di Wired a Marco Silano, esperto dell’Istituto Superiore di Sanità, che commenta il dossier e chiarisce i punti più salienti.

 

CORRETTEZZA DI INFORMAZIONE

Il Fatto Alimentare, in prima linea per la battaglia contro l’olio di palma, scrive: “L’olio di palma contiene tre sostanze tossiche (una delle quali classificata come genotossica e cancerogena) per cui il consumo di prodotti alimentari con discrete quantità di grasso tropicale viene sconsigliato soprattutto a bambini e adolescenti. È quanto sostiene l’Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa)”.

Su queste righe  vanno fatte due precisazioni.

  1. La versione più corretta – ma probabilmente meno d’impatto al lettore – sarebbe che molti oli e grassi vegetali in seguito a raffinazione contengono due sostanze che ingerite oltre una certa soglia diventano tossiche, e una serie di composti che danno origine a un composto cancerogeno una volta ingeriti. Tra questi oli e grassi quello che ne contiene in quantità maggiore è l’olio di palma.
  2. L’EFSA non sconsiglia il consumo di prodotti alimentari con discrete quantità di grasso tropicale a bambini e adolescenti. Raccomanda invece nuovi studi. La responsabile del CONTAM panel dichiara “L’esposizione ai GE dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbero considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica”.
    Il problema per i lattanti – nonché per altre fasce di età sensibili – esiste e va affrontato, ma l’EFSA non ha formulato raccomandazioni per il consumatore.

Al di là delle piccole imprecisioni o delle sottigliezze, quando si parla di rischi per la salute pubblica (combinati a un argomento esplosivo quale è l’olio di palma), gli articoli acchiappa-lettori fioccano.
A mio avviso si distinguono per la pessima fattura due articoli su Repubblica. Entrambi rendono un pessimo servizio al consumatore ma si prestano bene alla logica dell’indignazione facile.
Al contrario, per capire meglio la situazione possono invece essere utili i seguenti articoli:
Nuovo allarme sull’olio di palma: facciamo chiarezza
Cosa ha detto l’EFSA su olio di palma e tumori
Lo studio dell’EFSA e l’olio di palma. Allarme cancro?

 

IN CONCLUSIONE

  • Le sostanze esaminate nel dossier EFSA rappresentano un problema per la salute.
  • Il problema riguarda principalmente l’olio di palma, ma non solo: riguarda anche altri grassi vegetali, sebbene in misura minore.
  • L’olio di palma contribuisce in maniera rilevante all’esposizione a 3-MCPD e 2-MCPD.
  • Definire l’olio di palma cancerogeno è inesatto: gli oli vegetali, tra cui sì, il palma, sviluppano nella raffinazione composti che possono trasformarsi in cancerogeni nell’organismo.
  • I contaminanti da processo GE sono un potenziale problema di salute per tutte le fasce d’età più basse e mediamente esposte, nonché per i consumatori di tutte le età che risultino fortemente esposti.
  • La pubblicazione del dossier al momento non cambia nulla per il consumatore. Con il documento, l’EFSA fornisce il parere scientifico alla Commissione europea che promuoverà le opportune direttive affinché l’esposizione del consumatore a questi composti venga il più possibile limitata. Le misure riguarderanno i produttori degli oli vegetali, e non i consumatori.

 

 


Condividi questo articolo!