Test sugli animali per cosmetici: normativa, divieti, REACH

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Test sugli animali per cosmeticiNel marzo 2013 i test sugli animali per cosmetici venivano definitivamente vietati per legge in tutta l’Unione Europea.
Cosa stabilisce la normativa? I divieti entrano in contrasto con il REACH, il regolamento che impone di ritestare vecchie sostanze chimiche?
Si è riusciti a sostituire completamente i test animali che venivano usati in cosmesi?
Rispondiamo a queste e altre domande!

 

Nota bene: in questo articolo si affronteranno solo gli aspetti pratici normativi, senza entrare nel merito di opinioni e valori personali sull’argomento.

 

TEST SUGLI ANIMALI PER COSMETICI: I DIVIETI

L’iter per proibire gradualmente i test sugli animali per i cosmetici in Europa inizia nel 1993 e impiega circa una ventina d’anni per compiersi.Cronistoria divieto test sugli animali per cosmetici
Nell’infografica accanto sono riportate le tappe più importanti del percorso normativo che ha condotto al divieto totale. Cliccandoci su potete ingrandirla e scaricarla.
I divieti che sono stati applicati in tre tappe sul territorio europeo sono sostanzialmente quattro:

  1. Divieto di effettuare test sugli animali per valutare la sicurezza del prodotto cosmetico finito
  2. Divieto di effettuare test sugli animali per valutare la sicurezza del singolo ingrediente cosmetico
  3. Divieto di commercializzare prodotti cosmetici che siano stati testati su animali
  4. Divieto di commercializzare ingredienti cosmetici che siano stati testati su animali

Il primo entra in vigore nel 2004, gli altri nel 2009. Da queste categorie rimanevano fuori solo tre tipi di esperimenti: tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica, il cui divieto è scattato solo l’11 marzo 2013. Questi test hanno avuto scadenza più lunga degli altri perché legati alla valutazione di allergie o eventuale effetto carcinogenico della sostanza testata.
È importante specificare che il divieto è diventato effettivo nonostante non fossero disponibili metodi alternativi adeguati.
Per quanto riguarda il divieto di commerciare prodotti cosmetici o ingredienti che siano stati testati su animali, questo si applica solo ai cosmetici prodotti dopo il 2009. In altre parole, i cosmetici già sul mercato all’entrata in vigore della legge per i quali la sicurezza era stata già accertata anche tramite test animali sono rimasti in commercio.

 

LA NORMATIVA VIGENTE

Il testo normativo vigente in materia di sperimentazione animale è costituito dal Regolamento (CE) n.1223/2009, che regola i cosmetici in Europa e va a sostituire la Direttiva 76/768/CEE, in vigore fino al Luglio 2013.
Di fatto il Reg. del 2009 impone il divieto totale di sperimentazione dei cosmetici sugli animali all’interno dell’UE. Valgono quindi tutti e quattro i divieti esposti poco sopra, più il quinto dei tre test di tossicità.
Per commercializzare un cosmetico in Europa, l’azienda produttrice deve fornire apposita documentazione per provare che il cosmetico è sicuro.
Ora, se un nuovo cosmetico fabbricato in Paesi extra UE contiene ingredienti che sono stati testati sugli animali, il cosmetico può essere venduto in Europa solo se i produttori sono in grado di certificarne la sicurezza senza utilizzare i dati ottenuti dai test sugli animali1.
Questo vuol dire che non è possibile per i produttori condurre test sugli animali fuori dall’UE e commercializzare il prodotto nei Paesi dell’Unione.
Se un ingrediente impiegato nelle formulazioni cosmetiche è usato anche in altre categorie di prodotti (farmaci, detergenti, alimenti, ecc..), questo potrà essere regolato dalle normative sulla sperimentazione della categoria a cui fa riferimento.

 

TEST ALTERNATIVI PER I COSMETICI

I metodi alternativi alla sperimentazione animale in questo campo vengono validati dallo European Union Reference Laboratory for Alternatives to Animal Testing (EURL ECVAM).
Metodi alternativi che sostituiscano completamente la sperimentazione animale esistono per quanto concerne la corrosività cutanea, l’irritazione cutanea, l’assorbimento dermico e la fototossicità, mentre per l’irritazione oculare, la tossicità acuta e la mutagenicità/genotossicità si dispone soltanto di metodi parzialmente sostitutivi2.
Facciamo un paio di esempi di metodi alternativi alla sperimentazione. Per valutare ad esempio se un ingrediente può causare irritazione alla pelle sono usati modelli di epidermide umana ricostruita in vitro (RHE).
Oppure, il Draize test (un test di tossicità acuta che consiste nell’applicare la sostanza da testare sugli occhi dell’animale) è stato sostituito dal BCOP e dall’ICE, che si effettuano sugli occhi di bovini e polli recuperati dagli scarti di macellazione.
Come accennato, i test di tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica sono stati gli ultimi a essere vietati. Il divieto è quindi sì diventato efficace, ma ancora non ci sono metodi alternativi alla sperimentazione animale per questi test.
Nello specifico ecco il parere degli esperti europei a riguardo2,3:

  • Tossicità a dose ripetuta: non si è in grado di ipotizzare un termine per la sostituzione completa della sperimentazione animale attualmente necessaria per valutare appieno i rischi cancerogeni delle sostanze chimiche.
  • Tossicità riproduttiva: saranno necessari oltre dieci anni per la completa messa a punto di una strategia di sperimentazione.
  • Tossicocinetica: la messa a punto di metodi alternativi di previsione dell’escrezione renale e biliare e dell’assorbimento polmonare richiedano almeno 5-7 anni. Tuttavia richiederà ancora più tempo la messa a punto di un approccio integrato che consenta di pervenire alla completa sostituzione degli animali.

In ogni caso, se si vuole immettere nel mercato un nuovo ingrediente ma con i metodi alternativi non si sono ottenuti dati sufficienti ad attestarne la sicurezza, l’ingrediente non potrà essere utilizzato.
Per i dettagli di natura tecnica si invita a consultare il documento dell’ECVAM sullo stato di avanzamento delle metodologie alternative ai test sugli animali aggiornato al 2015; il documento non si riferisce solo ai test utilizzati in cosmesi ma anche in altri campi di indagine.

 

REACH E INGREDIENTI COSMETICI

Nel 2008 è entrata in vigore la normativa REACH: con essa si impone che vengano ritestate le sostanze immesse sul mercato prima del 1981. L’obiettivo è accertarne la sicurezza con metodi standardizzati che prima non erano disponibili.
Per verificare la sicurezza delle sostanze previste dalla normativa REACH saranno usati anche test su animali.
Ma cosa succede se una sostanza impiegata in campo cosmetico rientra nell’elenco delle sostanze da ritestare secondo il REACH?
I produttori di sostanze che siano usate esclusivamente in campo cosmetico non dovranno utilizzare sperimentazione animale.
I produttori di sostanze usate in campo cosmetico ma anche in altre categorie di prodotti potranno usare la sperimentazione animale, ma come ultima risorsa.
I produttori che debbano effettuare una valutazione di sicurezza della sostanza sui lavoratori dovranno ricorrere a test sugli animali, anche se la sostanza è iscritta al solo uso cosmetico.
I produttori di sostanze che debbano valutare la sicurezza a livello ambientale possono ricorrere alla sperimentazione animale come ultima risorsa, anche se la sostanza è iscritta al solo uso cosmetico4,5.

 

HANNO SENSO LE CERTIFICAZIONI CRUELTY FREE?

Se la normativa in vigore rende formalmente tutti i cosmetici “cruelty free”, le certificazioni cruelty free hanno senso?
A questa domanda rispondiamo in un articolo apposito.

 

IN BREVE

  1. Oggi in Europa è vietato effettuare test su animali per valutare la sicurezza di prodotti cosmetici finiti e di ingredienti destinati a scopo cosmetico.
  2. Nessuna azienda potrà condurre all’estero sperimentazione sugli animali per ingredienti e prodotti cosmetici e poi importare il prodotto in Europa.
  3. Il REACH sostanzialmente non intacca la validità dei divieti di sperimentazione, ma sono previste alcune eccezioni.

 

Note e riferimenti
1 Questions and Answers: Animal testing and cosmetics
2 Relazione ECVAM sulla messa a punto, sulla convalida e sulla legalizzazione di metodi alternativi alla sperimentazione animale nel settore dei cosmetici (2009)
3 Alternative (non-animal) methods for cosmetics testing: current status and future prospects—2010
4 REACH testing requirements and the ban on animal testing for cosmetic
5 Interface between REACH and Cosmetics regulations


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